aldolat

Paolo Borsellino ricorda Giovanni Falcone.

Il fatto che un ragazzino di 15 anni installi Ubuntu per fare il figo con il cubo di compiz non porta neppure un centesimo nelle casse di Canonical. Oggi. Ma domani il discorso è diverso. Quel ragazzino conoscerà un altro sistema, userà OpenOffice, navigherà con Firefox, si abituerà all’ordine del menu di GNOME. E se domani quel ragazzino si troverà ad essere il capo di una azienda, o il capo del settore IT di un ente pubblico, forse farà scelte diverse rispetto ai dirigenti che negli anni ’90 sostituivano Sun OS con Windows NT.

Meraviglioso!

Future Designer laptop - ROLLTOP //Diploma Thesis// (via orkinful)

rododentro - raramente butto fuori.: Biiip
Quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie “robuste” non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.
Sapete com’è, si chiama reputazione: e qualche scemo come me si ostina ancora a sostenere che sia meglio averla buona non solo per trovar moglie, ma pure per fare i quattrini.
Non c’è dubbio: 73 esseri umani morti in mare nell’indifferenza generale costituiscono effettivamente una gravissima offesa all’umanità.
I porporati che oggi lo affermano con tanta indignazione, tuttavia, dovrebbero farmi la cortesia di spiegarmi una cosa: non sono forse un’offesa altrettanto grave i milioni di africani che crepano di AIDS in ragione della loro propaganda di demonizzazione del preservativo?
Oppure, secondo i nostri amici crociati, l’umanità si offende di brutto se un africano affoga, mentre se ne strafotte se schiatta per colpa di un virus in nome del catechismo?
ROMA - Nel 2000 hanno lasciato l’Italia per gli Stati Uniti, in polemica con il sistema nepotista dell’università, che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Developmental Cell.
Servizi dinamici, all news 24 ore su 24, notizie flash senza troppi commenti del giornalista in questione. In pratica, velocità e sintesi, copertura globale e capillare: questi i punti di forza su cui dovranno puntare i nuovi siti d’informazione nei prossimi anni per tentare di scalfire lo strapotere dei colossi quali Google, Yahoo e Microsoft.